Ci siamo chiesti, dopo queste elezioni tutte indirizzate al cambiamento dove predomina lo stupore per la presenza in parlamento dei 5Stelle, se anche il mondo dell’arte deve cambiare?

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Pare di no, eppure è strano, perché è sempre stata l’arte ad anticipare le rivoluzioni o le semplici novità nel campo del gusto; e ci chiediamo come mai un ambiente un tempo così sensibile è diventato oggi così refrattario agli eventi?

Penso che molti artisti abbiano votato 5Stelle, ma è anche vero che, come la stragrande maggioranza della comunità artistica nazionale, loro stanno a guardare: e questo perché? Azzardo un’ipotesi. Nessuno è disposto a rinunciare a qualche misero vantaggio o a qualche privilegio ( anche il più piccolo che ci sia) per una nuova situazione dagli esiti ancora da scoprire.

Proprio così, quella che era la gente che più rischiava e che più dava per un mondo migliore si ritrova ad essere il fanalino di coda di tutta questa società in cambiamento.

Non parliamo poi degli artisti di maggior successo, che si guardano bene dal cadere in mezzo al guado. Nessuno si muove, nessuno tenta di raggiungere nuove posizioni. Tutto il mondo dell’arte, rivoluzionario a parole, è rimasto ingessato anche dopo gli esiti elettorali.

Bisogna pur dirlo: è sempre più chiaro che quello che pochi avevano il coraggio di dire sugli artisti di successo e su come viene gestito il mondo dell’arte è terribilmente vero. Sì, è un mondo corrotto sino al midollo, ma purtroppo, visto il comportamento, non c’è più speranza.

Ci saranno degli artisti che vorranno mandare via con un “Vaffa “tutti i VIP dalle gallerie e dai musei e spodestarne l’attuale élite artistica, ivi compresi i critici, i promotori e i curatori?

Quel movimento di artisti, reduce dalle mobilitazioni al MACRO di qualche hanno fa, è la chiara manifestazione di un mondo dell’arte imbrigliato da dinamiche conservatrici.

 

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