A Giovanni Lauricella

Ondate di calore

Se ci fosse rimesso il debito dell’ansia,

Dio delle retribuzioni e dei condoni,

mentre ci difendiamo dalla città appestata

avvelenando insetti domestici, profumando armadi e bruciando incensi

Mentre cerchiamo tra vecchie foto volti amati

per trovarvi – più estraneo di quelli- il nostro di un tempo ;

E, troppo stanche per classificare libri e carte,

rifuggono le mani anche da pennelli ed aghi;

Se, mentre progettiamo l’autunno come una convalescenza,

giungessimo a capire la Saggezza

di questo annuale flash mob della Morte

recitato nel cuore furibondo dell’Estate ( e in suo, come in Tuo, onore)

pensando che comunque il dì che corre più lento

è sempre più breve del precedente e ne anticipa,

di una crescente ed esatta frazione di buio, la notte;

Allora, con rispetto, senza lasciarne cadere una goccia,

vuoteremmo questa coppa d’oro degna di te, Socrate.

Marina Panetta

5 agosto 2012

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